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LIBRI




Becasses 

 André Le Gall


La beccaccia è un uccello straordinario. Non si mostra nel pieno del giorno:preferisce l'ombra complice di boschetti e tagliate, l'intimità dei cespugli. Le sue rimesse sono segrete. Quando la si sorprende, sembra un lampo tra i rami, in due o tre colpi di ala, è già scomparsa.
Pur essendo una delle prede preferite dei cacciatori Francesi, continua ad attirare un numero elevato di appasionati
Becasses è soprattutto un album di stupende immagini. André Le Gall fotografia da più di trent'anni questo animale eccezionale. In questo libro egli condivide con noi l'intimità di un uccello mitico di cui gli appassionati hanno l'abitudine di vedere solo il volo fugace tra due alberi nel bosco.
Troviamo anche in questo libro un testo esauriente sullo stato della specie, un lungo capitolo sulla caccia alle beccacce e un altro relativo alla gestione degli uccelli e il loro futuro.


Editore: Sud-ouest 
 

· Anno: 1999 

· Pagine: 144 

· Formato (L x H cm): 26 x 29,5





Addestramento del cane da ferma 

Felice Delfino


La funzione e l’azione del cane da ferma.
L’esecuzione degli atti di correttezza.
L’addestramento e le varie circostanze venatorie.
Il comportamento del cane sui selvatici delle diverse specie.
Una guida preziosa per i cacciatori che vogliono trarre dal proprio cane da ferma le maggiori soddisfazioni.
Un classico della letteratura cinofila italiana giunto alla sua quindicesima edizione.

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Anno: 2005

· Pagine: 448

· Formato (L x H cm): 13 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 5070502

· Codice ISBN: 8825300883

· Peso: 530,00gr






Il cane da ferma
Caccia, prove, addestramento, conduzione 

Vincenzo Celano


Pubblicato in prima edizione nel 1999 e più volte ristampato, questo libro ci insegna a porci correttamente di fronte al nostro cane fermatore: come educarlo e gestirlo, per quale via iniziarlo e perfezionarlo (guarirlo anche da vizi eventuali) attraverso una pratica di addestramento calibrata sulla misura di ciascun soggetto. Per ottenere il meglio nelle fatiche della caccia cacciata e nelle prestazioni delle prove, non solo in termini di affinamento delle doti naturali e delle capacità d’incontro, ma anche in termini di collegamento, ubbidienza e intesa

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Anno: 2009

· Pagine: 216

· Formato (L x H cm): 13 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 5020901

· Codice ISBN:9788825302066

· Peso: 300,00gr





La beccaccia e i cani da ferma

Jean Jacques Carrier

Libri come questo, consacrati all’ubiquitaria inquilina dei boschi, i francesi hanno il vezzo di chiamarli babioles bécassières, balocchi per beccacciai. Jean Jacques Carrier è uno che nel corso degli anni settanta ha messo mano alla penna per renderci un «giocattolo» di godibile fattura. La beccaccia che ci presenta è quella che è: a volte ingenua e tarda a prendere il volo, più spesso smaliziata e subdola al pari di una strega incantatrice. Ma il nostro autore non si perde del tutto dietro la chimera: caccia sì col cuore ma anche e forse più con la testa, e non si lascia sfuggire che la crescente pressione venatoria ha reso più schizzinoso e inaccostabile l’uccello del desiderio. 

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Anno: 2008

· Pagine: 144

· Formato (L x H cm): 13 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 5070801

· Codice ISBN:9788825301724

· Peso: 210,00gr 






Beccacce e beccaciai 

Ettore Garavini


Gli aspetti più segreti della Regina del bosco, in un libro che è già un mito della nostra letteratura venatoria.
L’anatomia e la fisiologia.
I costumi e le abitudini.
Le migrazioni autunnali e primaverili.
Il cane, il fucile e il tiro.
Il racconto di una vita, nella scia di un uccello che compare sulle ali della bora.
L’autobiografia del caposcuola dei beccacciai italian

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Anno: 2005

· Pagine: 272

· Formato (L x H cm): 13 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 5070501

· Codice ISBN: 8825300891

· Peso: 370,00gr 





Caccia alla beccaccia
La Regina del bosco tra mito e realtà venatoria 

Vincenzo Celano

La beccaccia, uccello reale e già mitico, è uno dei più carismatici abitatori dei nostri boschi e delle nostre montagne. Questo libro ne indaga la vita e la ritrae protagonista di appassionanti vicende di caccia: attesi arrivi, probabili soste e improvvise partenze, astuzie e anomalie di ogni genere. Si parla dei luoghi nei quali si insedia, del suo rapporto con le mandrie al pascolo, della sua alimentazione, del fucile e, soprattutto, del cane. E naturalmente si parla della sua ecologia e conservazione.

Editore: Editoriale Olimpia
Collana: Caccia
Anno: 2000
Pagine: 96
Formato (L x H cm): 11 x 18.5
Legatura: Brossura
Codice: 507704
Codice ISBN: 8825377045
Peso: 150,00gr






Il cacciatore di beccacce 

Théodore Polet de Faveau


La più concisa, ironica e divertente presentazione a questo libro se la dà da sé medesimo l’autore quando, rivolgendosi al suo immaginario interlocutore, gli scrive: «Se avete avuto la pazienza di leggere con attenzione il mio manoscritto saprete adesso: che la beccaccia ha il becco lungo e le gambe corte; che è molto scaltra o molto stupida; che viene a noi dal Nord, o dall’Est, o dall’Ovest, può darsi da tutti i quattro punti cardinali e da tutti i punti intermedi; che il suo volo è ascensionale o orizzontale, lento o rapido, regolare o variato come un tema di Paganini; che è necessario tirarle quando uno può e come può; che questo tiro è molto difficile o molto facile; che canta “fitz” o “pitt”, “corr” o “couan”, o “grauw”, o “gogo”, o “frou-frou”, o anche “cri-cri”; che è buona da mangiare». Polet de Faveau, alias Sylvain, è personaggio che si muove all’insegna della curiosità culturale e dunque, mentre raccomanda di cacciare molto e leggere poco, non si sottrae al piacere di controllare l’opinione di autori à la page, dei quali egli stesso, che si trova a vivere nel bel mezzo dell’Ottocento, fa mostra di prendere per buone certe zoppicanti teorie. Ma l’udienza che Sylvain concede a queste voci, ancorché autorevoli, dura lo spazio della citazione, perché egli recupera al più presto l’abituale divertito scetticismo, che non è tanto quello del cacciatore che, schioppo in spalla, non vuole pensieri, bensì quello di colui che, incline per natura alla facezia, all’occorrenza lo usa in maniera naturale per condire e sdrammatizzare problemi che attengono a una passione assai grande. Polet de Faveau è uno che si diverte a spiazzare il prossimo. Non gli puoi prestar fede neanche quando suggerisce al suo interlocutore di prendere ammaestramenti dalle selve più che dagli scritti, perché alla prova dei fatti presta insegnamenti al suo discepolo proprio a mezzo di una guida scritta. Una «guida» che per il lettore di oggi si fa apprezzare per lo stile e come documento della cultura cinegetica del tempo. E non solo: anche e soprattutto per l’attualità a volte sorprendente delle osservazioni, per cui a ragione Ettore Garavini – primo traduttore, insieme al figlio, di quest’opera nel 1960 – ravvisò nel libro un vero godimento di lettura per l’appassionato cacciatore di beccacce.
(Dalla Presentazione di Vincenzo Celano)

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Anno: 2001

· Pagine: 112

· Formato (L x H cm): 13 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 507009

· Codice ISBN: 8825370091

· Peso: 170,00gr






Il Libro della Beccaccia 

Vincenzo Celano

La maggior parte dei libri è destinata a invecchiare più o meno nella stessa forma con cui vennero scritti. Ci sono libri, invece, destinati continuamente a mutarsi, adattandosi, prima che a ogni cambiamento avvenuto nella materia trattata, ai tormenti di chi li pensa e li disegna. E così è per questo Libro della beccaccia, che dal 1973 ci segue mai identico e che, pur mantenendo una sua spiccata resa letteraria, man mano ha alleggerito la sua dimensione tecnica per arricchirsi di considerazioni filosofiche ed etiche, oggi rappresentando anche l’ultimo grido in difesa di questo fin troppo conosciuto, ma ugualmente misterioso, scolopacide. Si tratta di un «impossibile ritratto di lei», affrontato quasi dispettosamente in termini mai diretti: dal rapporto col cane, il complice protagonista che più di tutti le arriva così vicino, agli stravolti contesti ecologici in cui si trova ad adattarsi, a un uomo-predatore chiamato a farsi sempre più avvertito e maturo nella sua gestione.

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Autore: Vincenzo Celano

· Pagine: 264

· Formato (L x H cm): 13 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 5070707

· Codice ISBN: 9788825301595

· Peso: 350,00gr





I segreti di un beccacciaio 

Daniel Raffejeaud

Un viaggio nel cuore della foresta inseguendo la Regina. Per annotarne caratteristiche, comportamenti, voli, rimesse, bizzarrie, malizie e gusti alimentari. Un Casanova che la spia, che la insidia sedotto, che la spoglia e la odora. Un entomologo che la misura, che la classifica, che la apre per guardarla nel fondo. Un uomo affascinato cui non resta che contemplare una volta ancora il mistero di Lei. E l’effluvio del suo curvilineo volo.

«Da raffinato innamorato guardone, Daniel Raffejeaud ha frugato per oltre mezzo secolo nella privacy di qualche cosa come cinquemila “regine”, una media di un centinaio all’anno, appuntandone vizi e virtù con la meticolosa diligenza di un ragioniere per niente a corto di verve. Ma con ogni evidenza ne ha insidiate e spogliate anche tante, con la dedizione di un Casanova che le ama appassionatamente tutte, mettendo in luce, delle loro maestà, complici i suoi cani “a grande cerca”, caratteristiche, misure, comportamenti, voli, appartate e insospettabili rimesse, bizzarrie, malizie e gusti alimentari, talvolta pervertiti oltre ogni decenza, e doni, fino a concludere che ciascuna beccaccia – la quale abita in genere dimore esclusive dove può esercitare un suo proprio modo di manovrare e di disimpegnarsi da insidie di diverso ordine – possiede anche un suo profumo particolare come individuo. Raffejeaud è autore di stagionata e compassata esperienza e così carico di vita vissuta dietro l’oggetto del desiderio che non lascia mai il lettore a corto di fatti e di intriganti narrazioni. E mentre lo segui scarpa dietro scarpa dentro il fitto… dei fogli, assieme ai suoi preferiti pointer, per sentire magari se la nostra lungobeccuta amica dell’ombra migra “per istinto” o “per necessità”, con che tempo e in che posti transita o si ferma, a che velocità viaggia e in quale modo e stagione, con la luna nuova o quella piena, da sola in gruppo o in compagnia di altri congeneri, altri e altri dilemmi ti traversano la mente. Lungo le tappe di un intenso e affascinante viaggio, con grande onestà, ma più probabilmente per un eccesso di modestia, l’Autore ti avverte di non avere la pretesa di essere approdato a regole assolute, ma semplicemente a delle generalità. E hai l’impressione che, dopo averti regalato una scheggia di felicità, abbia alla fine di proposito lasciato sopravvivere nell’ombra della foresta qualche lato misterioso di Lei per non sottrarti interamente il piacere di tornare a inseguire una così inquietante chimera».
[Dalla Prefazione di Vincenzo Celano]

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Anno: 2005

· Pagine: 256

· Formato (L x H cm): 13 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 5070503

· Codice ISBN: 8825300921

· Peso: 350,00gr






Le astuzie della beccaccia 

Edouard Demole

Datato 1943, un classico della letteratura venatoria europea ora riproposto in una nuova edizione. Un repertorio dei miti elaborati intorno alla Regina del bosco, delle sue strategie, delle sue sorprendenti imprevedibilità. Ma anche, e soprattutto, un racconto di caccia vissuta. Al tempo della «grande abbondanza», delle veglie intorno al fuoco, delle lunghe marce per le colline. In uno scenario rurale che scatena passioni e nostalgie. Dalla Prefazione di Vincenzo Celano Astuta la beccaccia? Astuzia, per il vocabolario, è accorgimento, stratagemma, scaltrezza... E astuto, naturalmente, è «chi è capace di escogitare e di usare i mezzi più opportuni al raggiungimento di un dato scopo». Allora l’astuzia, comportamento connotato dall’intenzionalità, dovrebbe essere una faccenda tutta umana, dal momento che gli animali rispondono semplicemente agli stimoli che la natura offre, e che l’esperienza consolida. Ma si dà il caso che una cultura discutibile ci ha avvezzati a umanizzare gli animali. Dal canto loro i cacciatori innamorati mitizzano e fanno diventare fantasmi, e perfino streghe, le beccacce che si dileguano alla chetichella o che si rendono inavvicinabili anche per mezzo di lunghe pedinate. I francesi, nella lingua dei quali scrive il ginevrino Edouard Demole, chiamano le beccacce sorcières, cioè streghe. Il nostro Autore, che pure soggiace a qualche ingenuità e credenza del suo tempo, non dedica molto spazio alle furberie di «sua altezza, la regina boschereccia», interessato com’è a raccontare piuttosto gli accorgimenti che mette in atto il cacciatore. Sa che i mezzi di difesa della beccaccia variano all’infinito, a seconda della stagione, delle epoche e della situazione meteorologica. Cambiano a seconda dei luoghi e della stazione in cui essa al momento si trova, e in più hanno a che fare con l’età e l’esperienza dell’individuo. Di modo che esistono ancora oggi beccacce che si lasciano bloccare a lungo dal cane, forse confidando sulla somiglianza del colore delle loro penne con quello dell’ambiente, o perché avvertono il rischio di mettersi in volo alla piena luce del sole e di esporsi così alla vista dei rapaci. Allora è probabile che, in situazioni del genere, una beccaccia cerchi di sottrarsi alla molestia o all’insidia anche portandosi solo qualche metro più in là percorrendo in volo una piccola parabola, quasi un salto, diventato nell’immaginario dei beccacciai «salto del rospo». E può anche darsi che in simili condizioni essa si faccia facilmente colpire. Ma se questo accade, nessuno ugualmente si senta autorizzato a considerare sciocca la beccaccia. Per chi albergasse, sia pure di passaggio, qualche pensiero del genere, Demole riserva qualche frecciata al curaro: «Le nostre nonne quando dovevano sgridare le loro figlie davano loro l’appellativo di “beccacce”; sicuramente conoscevano bene le loro figlie, ma non avevano nessuna idea di che cosa potessero essere le beccacce».

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Anno: 2001

· Pagine: 288

· Formato (L x H cm): 13 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 5070906

· Codice ISBN:9788825302318

· Peso: 355,00gr







Le mie beccacce 

Gianni Chizzola

«Un’altra ragione poi mi incoraggia a raccontare le mie esperienze, a fissare i miei ricordi: purtroppo caccio beccacce da oltre quarant’anni, e anche se sono conscio che ormai rimanga ben poco da dire sulla beccaccia, dato che di lei si sono occupati studiosi e scrittori di indiscussa fama, sono convinto che abbia pur sempre un senso raccontare le proprie esperienze, le osservazioni originali e le umane reazioni al cospetto di un selvatico che a ogni incontro riserva qualcosa di diverso, che produce sempre emozioni nuove. Vi assicuro che ancora oggi, dopo tanti incontri, il frullo di una beccaccia fermata dal mio cane scatena in me fortissime emozioni. In questi anni di vita affannosa e caotica, pochi hanno tempo e voglia di raccontare storie. Io che sono uomo del passato, questa voglia, questo desiderio di scrivere le mie storie, e scrivendole rivivere le mie emozioni, lo sento vivissimo. Se chi avrà modo di leggermi coglierà qualcosa di interessante, se potrà condividere, anche solo in minima parte, le mie emozioni e la gioia che quelle emozioni mi hanno dato, ne sarò veramente felice».

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Anno: 2002

· Pagine: 128

· Formato (L x H cm): 17 x 24

· Legatura: Brossura

· Codice: 5070204

· Codice ISBN: 882530015X

· Peso: 375,00gr






Manuale del cacciatore di beccacce 

Andrea Aromatico

Pur mantenendo intatto il suo fascino, la Regina del bosco ha imparato a mostrare al cacciatore il suo carattere più ostico e nervoso, spingendo progressivamente il beccacciaio a professionalizzarsi. In maniera originale, questo testo ripercorre le letture classiche sull'argomento, ribadendo la superiorità dell'esperienza personale sul leggendario venatorio costruitosi intorno alla beccaccia. Una caccia intesa come continuo esercizio di perfezionamento del neofita verso i successi dei grandi beccacciai.

- Diffusione, abitudini e comportamento della Scolopax rusticola
- La gestione della specie
- Quando trovare la beccaccia, gli ambienti
- La psicologia del beccacciaio
- I cani, le attitudini delle razze inglesi e continentali, l'opinione dei cinofili
- Come forgiare sul campo il cane beccacciaro: teoria e pratica
- Le opinioni dei grandi beccacciai
- La pratica della caccia alla beccaccia e i trucchi del mestiere
- Le armi, i calibri, le munizioni, le tecniche di tiro
- L'equipaggiamento
- La preparazione atletica del beccacciaio

Un manuale in cui l'autore si pone al centro di un ideale dialogo con i grandi beccacciai del passato e del presente, formulando un'autonoma e personale opinione di questa attività venatoria. Un linguaggio sbrigliato e appassionato, dove pratica e tecnica sanno lanciarsi alla caccia della regina del bosco scovandone il fascinoso mito.


· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Caccia

· Anno: 2006

· Pagine: 248

· Formato (L x H cm): 17 x 24

· Legatura: Brossura

· Codice: 5070604

· Codice ISBN: 8825301189

· Peso: 620,00gr





La beccaccia e il professore
 

Vincenzo Celano

L'odore pastoso e dolciastro del pelo, i nasi all'aria a scandagliare il tempo, i grovigli di penne e di carne, la guazza e le nevicate, i quercioli, le cerrete e le cacciate, le colombelle e le beccacce. Ma anche oroscopi che paiono condanne, la cerca compulsiva di avvisi d'asta sul giornale, abissi che si spalancano all'improvviso sui costoni delle timpe. Umori, sensazioni, contrasti, sensualità pervasive fanno da filo conduttore a questi racconti di Vincenzo Celano. Che si rivela al suo pubblico non solo come narratore di fatti venatori. E quindi il passato che si riaffaccia durante l'inventario di un quartiere colpito dalla frana. Un singolare personaggio straniato che vola a caccia col suo velocipede. Un incidente d'auto che colpisce più il conducente che l'evanescente vittima. Il mistero di un uccello colpito nel bosco che è beccaccia ma che è pure donna. I racconti che ci propone Vincenzo Celano, pur muovendosi in un'ambientazione pacifica e tranquilla di vecchi paesi, boschi e campagne, sanno proporci d'improvviso storie inquietanti o tragiche. E poi l'amore e la morte, le angosce e i dubbi, i tic ossessivi e i paesaggi assenti, l'occulta natura del bosco, il dolce sguardo di un cane perduto, la caccia come passione atavica. Una prosa che mescola realtà e atmosfere surreali, la caccia come pretesto alla narrazione di un mondo eternamente sospeso tra la ragione e l'incubo.

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Narrativa venatoria

· Anno: 2006

· Pagine: 128

· Formato (L x H cm): 13 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 5070605

· Codice ISBN: 8825301243

· Peso: 190,00gr


 

 

 La beccaccia nel whisky

Memorie di un cacciatore 

Piero Pieroni

Che cosa porta di nuovo Piero Pieroni nel repertorio classico della letteratura di caccia (albe e brughiere, cani e cacciatori, la vita en plein air, la lunga ricerca e la sottile pietà delle vittime)? Porta essenzialmente questo: la letteratura. C’è, in questi racconti, come un duplice fluire e premere di emozioni contrastanti. Da un lato c’è la voglia di raccontare la realtà così com’è, con i colori, gli odori, i paesaggi, le avventure. Lo scrittore di caccia è quasi sempre un raccontatore accanto al fuoco, un narratore orale; nella voce c’è, insieme, la passione di ricordare e di conquistare l’attenzione di chi ascolta con il richiamo all’inconsueto, all’eccezionale. La caccia diviene allora un’immagine, un archetipo della vita allo stato puro, violenza, astuzia, successo e vagabondaggio nella gioia di vivere, e chi racconta veste i panni del Protagonista; il cacciatore che racconta è sempre un fratello gemello di Adamo, si aggira solo, innocente e, come per incantesimo, sempre «primo» nel popoloso mondo ove sfrascano le pernici come in un Paradiso terrestre. Tutto questo c’è anche in Pieroni, il quale è troppo cacciatore per non rispettare la tradizione. Ma dall’altro lato, in lui c’è una passione altrettanto profonda, che va oltre il raccontare, ed è la passione di scrivere, di consegnarsi alla parola. Allora, accanto alla voce recitante nel cerchio degli amici, c’è il monologo, il timbro assorto della solitudine. Accanto alla felicità, c’è la malinconia. Accanto all’avventura, goduta, c’è il mito, sofferto. Nell’istante stesso in cui, fucile a tracolla, come cacciatore, egli è Protagonista, si ritrova invece ad essere, come scrittore, il prigioniero di un’altra avventura la cui unica disperata sortita è nella parola. (Geno Pampaloni)

· Editore: Editoriale Olimpia

· Collana: Narrativa venatoria

· Anno: 1999

· Pagine: 240

· Formato (L x H cm): 14.5 x 21

· Legatura: Brossura

· Codice: 501905

· Codice ISBN: 8825319053

· Peso: 460,00gr


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